Quando la conversione arriva alle tasche

Ci sentiamo spesso ripetere, durante le omelie: “Il denaro in sé non è un'entità negativa, è l'uso che se ne fa a determinarne il verso”.

Ci si permetta di dissentire: è la sua fonte, cioè da dove vengono i soldi l'elemento chiave, non la loro destinazione: se essi sono frutto di malversazione non possono generare nulla di positivo e non andrebbero accettati come donazione dalle nostre Comunità: "Non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo".

Sentiamo il vescovo di Roma:

...C’è un dinamismo di solidarietà che edifica la Chiesa come famiglia di Dio, dove risulta centrale l’esperienza della koinonia. Cosa vuol dire, questa parola strana? E’ una parola greca che vuol dire «mettere in comunione», «mettere in comune», essere come una comunità, non isolati. Questa è l’esperienza della prima comunità cristiana, cioè mettere in comune, «condividere», «comunicare, partecipare», non isolarsi. Nella Chiesa delle origini, questa koinonia, questa comunità rimanda anzitutto alla partecipazione al Corpo e Sangue di Cristo. Per questo, quando facciamo la comunione noi diciamo “ci comunichiamo”, entriamo in comunione con Gesù e da questa comunione con Gesù arriviamo alla comunione con i fratelli e le sorelle.

E questa comunione al Corpo e al Sangue di Cristo che si fa nella Santa Messa si traduce in unione fraterna, e quindi anche a quello che è più difficile per noi: mettere in comune i beni e al raccogliere il denaro per la colletta a favore della Chiesa madre di Gerusalemme (cfr Rm 12,13; 2Cor 8–9) e delle altre Chiese. Se voi volete sapere se siete buoni cristiani dovete pregare, cercare di accostarvi alla comunione, al sacramento della riconciliazione.

Ma quel segnale che il tuo cuore si è convertito, è quando la conversione arriva alle tasche, quanto tocca il proprio interesse: lì è dove si vede se uno è generoso con gli altri, se uno aiuta i più deboli, i più poveri. Quando la conversione arriva lì, stai sicuro che è una vera conversione. Se rimane soltanto nelle parole non è una buona conversione...

Jorge Maria Bergoglio - Mercoledì 21 agosto 2019

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